San Francesco


Buona festa di San Francesco

LA VITA DI SAN FRANCESCO IN BREVE
Una breve sintesi della vita di San Francesco d’Assisi (1181/1182 – 3 ottobre 1226), uno dei santi più amati e venerati al mondo:
Le tappe principali

  • Giovinezza e conversione: Nato ad Assisi da una ricca famiglia di mercanti (Pietro di Bernardone), trascorre una gioventù spensierata tra feste e sogni di cavalleria. Dopo essere stato fatto prigioniero in guerra e colpito da una grave malattia, sperimenta una profonda crisi spirituale che lo porta a rinnegare gli agi e a dedicarsi ai poveri e ai lebbrosi.
  • La scelta della povertà: Nel 1206 compie il celebre gesto di spogliarsi dei suoi abiti davanti al vescovo di Assisi per restituirli al padre, scegliendo di vivere in totale povertà secondo il Vangelo (il “nudo seguire Cristo nudo”).
  • Fondazione dell’ordine: Intorno al 1209-1210 fonda l’Ordine dei Frati Minori (Francescani), la cui regola viene approvata verbalmente da Papa Innocenzo III. Nel 1212, insieme a Santa Chiara, dà inizio anche al secondo ordine femminile delle Clarisse.
  • Ultimi anni e le Stimmate: Uomo di grande pace e profondo amore per la natura (celebre il suo Cantico delle Creature), compie un viaggio in Oriente per predicare la pace durante le Crociate. Nel 1224, sul monte della Verna, riceve le stimmate (i segni della passione di Cristo sul proprio corpo).
  • La morte: Muore alla Porziuncola (Assisi) il 3 ottobre 1226, all’età di circa 45 anni. Viene proclamato santo nel 1228 da Papa Gregorio IX ed è oggi Patrono d’Italia (insieme a Santa Caterina da Siena).

  • Il messaggio: San Francesco ha rivoluzionato la Chiesa del suo tempo mostrando che la vera ricchezza risiede nella semplicità, nella fratellanza universale, nella cura degli ultimi e nel rispetto per ogni creatura, considerata opera di Di

UN CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA ITALIANA
Il Cantico delle Creature (noto anche come Cantico di Frate Sole), composto nel 1224, è uno dei capolavori della letteratura italiana delle origini e il primo testo poetico di cui si conosca l’autore in volgare umbro.
Ecco gli aspetti principali di questa straordinaria preghiera:
Temi e significato

  • La lode universale: Composto negli ultimi anni della sua vita, quando San Francesco era quasi cieco e molto malato, il Cantico è un inno di ringraziamento a Dio per il creato. Francesco non loda solo le cose belle, ma chiama tutto ciò che esiste “fratello” e “sorella”.
  • La fraternità cosmica: Gli elementi naturali perdono ogni carattere pagano o minaccioso e diventano creature sorelle: frate Sole, sora Luna e le stelle, frate Vento, sora Acqua, frate Focu e sora nostra madre Terra.
  • La riconciliazione con la morte: Nella parte finale, aggiunta poco prima di morire, Francesco loda anche la “sora nostra morte corporale”, dalla quale nessun vivente può scappare. La morte non fa più paura perché viene vista come il passaggio necessario per ricongiungersi al Creatore.
    La struttura
    Il testo è diviso in sezioni che seguono un crescendo spirituale:
  1. Il Prologo: L’esaltazione di Dio, unico degno di lode (“Altissimo, onnipotente, bon Signore…”).
  2. Le lodi del creato: L’enumerazione degli elementi naturali (Sole, Luna, Vento, Acqua, Fuoco, Terra) e dei loro benefici.
  3. Il perdono e la pace: Una strofa dedicata a chi perdona per amore di Dio e a chi sopporta le infermità con pazienza.
  4. La lode della morte: L’accettazione della morte corporale e la lode per chi vivrà secondo la volontà divina.
  5. La conclusione: L’invito a lodare, benedire e servire il Signore con grande umiltà.
    “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi frutti con coloriti flori et herba.”
    Questo testo ha ispirato secoli di riflessione spirituale, culturale e, in tempi recenti, ha dato anche il nome all’enciclica ecologica di Papa Francesco sulla cura della “casa comune”.
    È un componimento che unisce la profondità teologica a una straordinaria semplicità poetica.

SAN FRANCESCO GIA’ NELLA STORIA DEL SUO TEMPO
L’incontro tra San Francesco d’Assisi e il Sultano d’Egitto Al-Malik al-Kamil nel 1219 è uno degli episodi più straordinari e affascinanti della storia medievale, considerato oggi un altissimo simbolo di dialogo interreligioso e di pace.
Ecco come si svolse e perché fu così importante:
Le circostanze dell’incontro (1219)

  • Nel pieno delle Crociate: Durante la Quinta Crociata, l’esercito cristiano stava assediando la città portuale di Damietta, in Egitto. Il clima era di scontro feroce, odio reciproco e spargimento di sangue tra cristiani e musulmani.
  • Una missione di pace e fede: Contro il parere di molti e spinto da un ardente desiderio di pace e martirio, Francesco decise di attraversare le linee nemiche insieme a fra Illuminato, disarmato e senza alcuna protezione militare, per recarsi direttamente dal sovrano musulmano.
    Lo svolgimento e il dialogo
  • Accolto con rispetto: Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare in tempo di guerra, il Sultano Al-Kamil (un uomo colto, saggio e politicamente acuto) non fece uccidere Francesco, ma lo accolse con curiosità e profondo rispetto per la sua umiltà e il suo coraggio.
  • Il confronto spirituale: I due trascorsero diversi giorni insieme a dialogare. Francesco testimoniò la sua fede in Cristo con mitezza, proponendo il Vangelo non con la spada o la forza della polemica, ma con la forza della testimonianza e dell’amore.
  • L’episodio della prova del fuoco: Secondo alcune fonti (tra cui le agiografie francescane e le cronache dell’epoca), di fronte al rifiuto dei sacerdoti islamici di confrontarsi pubblicamente, Francesco avrebbe proposto di camminare insieme nel fuoco (o di entrare in una fornace) per dimostrare quale religione fosse la vera, offrendosi di entrare per primo. Il Sultano, colpito ma prudentemente timoroso di disordini tra i suoi, declinò l’offerta, ma rimase profondamente affascinato dallo spirito del frate.
    Il significato storico e spirituale
  • Un’alternativa alla crociata: Francesco comprese che la conversione e la pace non passano attraverso la violenza delle armi, ma attraverso l’ascolto, il rispetto reciproco e la condivisione della vita. Fu una radicale inversione di rotta rispetto alla mentalità del tempo.
  • Il dono della Regola: Questo evento lasciò un segno così profondo nei francescani che nella Regola non bollata del 1221, Francesco inserì un capitolo esplicito (“De his qui vadunt inter Saracenos et alios infideles”) su come comportarsi nei territori islamici: non fare liti o dispute, ma essere sottomessi a ogni creatura per amore di Dio e professarsi cristiani senza aggredire.
  • Un’eredità viva: Oggi quell’incontro è ricordato come un modello antesignano di dialogo interreligioso e fraternità umana, ricordando che la fede autentica non cerca lo scontro ma la costruzione di ponti.
    È un episodio che mostra la straordinaria modernità di Francesco, capace di superare le barriere del suo tempo con la sola forza della mitezza.